Friday, June 30, 2006

Chi ascolta i podcast?

Secondo una recente statistica di Forrester l'1.9% delle famiglie
americane ascolta podcast almeno una volta alla settimana, 
mentre il 4% lo fa con una frequenza superiore alla settimana.
Interessante notare che l'eta' media e' di 39 anni (quindi non
cosi' giovani come spesso si immagina). Il reddito medio  e'
medio/alto ($65,000). Se pero' si esamina la frequenza con
cui il target ascolta podcast scopriamo che tra i 12-21 anni
il 12% ascolta con cadenza quotidiana contro l'8% per gli
over 18. Sempre i 12-21 ascoltano piu' volte alla settimana
contro il 29% per gli over 18. Alla domanda "quale contenuto
vorreste ascoltare in un podcast", il 39% risponde stazioni radio,
il 23% radio news, il 20% radio shows, il 19% audiolibri, il 18% tv
news programs, mentre il 38% risponde nessuno tra questi.
(fonte Forrester’s 2006 NACTAS Benchmark Survey)

AdCasting

Interessante articolo oggi sul Wall Street Journal sul tema
dell'Adcasting ovvero del podcasting utilizzato dalle aziende
come canale di comunicazione. Nell'articolo si menziona
la campagna della Acuvue (vedi blog del 28 giugno). Le
implicazioni sollevate da questo articolo per il mondo dei
media sono rilevanti. Il processo di creazione dei contenuti
bottom-up che le nuove tecnologie consentono e il limitato
investimento richiesto nella loro produzione significa che le
societa' (per esempio Acuvue, Whirlpool, GM) possono creare
e distribuire contenitori ad hoc nei quali veicolare messaggi
mirati. Si tratta di investimenti pubblicitari che vengono
dirottati dai media tradizionali ai nuovi media e che permettono
di costruire brand-awareness specialmente verso il target piu'
giovane (ma non solo). Se e' vero che l'era della "must-see-tv"
e' definitivamente tramontata e in un settore della
comunicazione multimediale e multimodale, le strategie dei
media per competere con successo (o per sopravvivere) sono
quelle non solo di aprirsi ai nuovi canali ma anche di sviluppare
contenuti ad hoc per assecondare il fenomeno di parcellizzazione
dell'audience, pena la perdita progressiva dei budget pubblicitari.

Thursday, June 29, 2006

Trend - Il cambiamento del consumatore

La “gestione” della fruizione dei media diventa complessa per il
consumatore che deve scegliere due volte: il prodotto e il
media/i media. Si passa cosi' da un modello basato sulla
MULTIMEDIALITA’ (lato offerta) a MULTIMODALITA’
(lato consumatore) intesa come il sistema dei mezzi
(e dei modelli) attraverso cui i consumatori preferiscono
comunicare e interagire con l’offerta. Oltre alle forme di
interazione verticali (offerta e domanda si relazionano
su due livelli distinti), occorre considerare un fenomeno di
grande importanza come l’interazione orizzontale, in cui
sono gli stessi consumatori a generare l’offerta e la domanda,
venendo incontro ad una esigenza diffusa. Napster, le
suonerie per i telefoni, i Blog sono esempi di come ormai le
dinamiche di relazione siano meno controllabili dalle aziende.
che però devono sapere interpretare e utilizzare tali
fenomeni, per cercare nuove ed efficaci modalità di
comunicazione con i consumatori. 

Wednesday, June 28, 2006

Ratings in declino per i network americani

Durante la 40ma settimana dell'anno, FOX ha raggiunto il top
nei ratings 18-49 con la nuova serie "So You Think You Can Dance",
la replica di "House" e un episodio originale di "Hells Kitchen".
Nonostante il lancio di alcune nuove serie, i risultati complessivi per
l'estate dei BIG 4 (CBS, NBC, ABC, FOX) si mantengono deboli.

La rivoluzione del Podcasting

La scorsa settimana ho partecipato al Corporate Podcasting Summit
di Redwood City, una due giorni dedicati al podcasting dove sono stati
riportati alcuni casi di successo di aziende che hanno utilizzato il podcasting per creare programmi di comunicazione interni (per
esempio nella formazione) o di supporto alle strategie di marketing.
Il podcasting negli Stati Uniti e' un canale di comunicazione che sta
raggiungendo numeri interessanti. Non tanto per il fatturato
pubblicitario (la stima per il 2006 e' di 60 milioni di dollari) che
implica un modello di business simile al settore della comunicazione
tradizionale. Nella logica della frammentazione dell'audience diventa
importante riuscire a coagulare nicchie di pubblico per riuscire a
ricostruire il target che prima veniva raggiunto con i mezzi di
comunicazione di massa. In questo processo la pubblicita' e
probalmente l'abbonamento al podcasting saranno un modello
di business sostenibile in futuro, non ora. Quello che emerge
oggi e' un modello in cui a pagare sono le aziende non il pubblico che
viene raggiunto. Per le aziende il podcasting rappresenta un'occasione
per creare un legame continuativo con i propri clienti specie
quelli piu' giovani. Un ottimo esempio e' il podcasting di Acuvue,
societa' leader nella produzione di lenti a contatto. Chi meglio di due
teen-ager puo' creare un legame e parlare con il target giovane che
questa societa' intende raggiungere e soprattutto, quel che e' ancora
piu' interessante, a una frazione del costo di una campagna
pubblicitaria tradizionale?

Tuesday, June 27, 2006

La crisi del mercato dei media tradizionali

TV News via cavo - I tre principali canali di news (Fox News, CNN and MSNBC), a parte una breve crescita in occasione delle ultime presidenziali, stanno vivendo il loro quarto anno consecutivo senza crescita

Canali TV nazionali e locali – L’emorragia di spettatori è stata costante nel tempo, non solo per i programmi di intrattenimento ma per ogni genere di trasmissione (sport, soap opera, talk show, ecc.). Negli ultimi 20 anni le trasmissioni di informazione dei grandi network hanno perso spettatori a un ritmo superiore a quello dei quotidiani con i lettori. I tre grandi network continuano ad attirare nel complesso l’attenzione di circa 29 milioni di persone ogni sera, ma questo rappresenta un calo di circa 10 milioni rispetto alla metà degli anni 90

Periodici – Stanno anche loro perdendo la loro capacità di attrazione nei confronti del pubblico (una recente ricerca riporta che un americano su 4 afferma di aver letto un periodico “ieri”, il 30% in meno rispetto al 1994). Il settore dei Magazine è sempre stato estremamente frammentato e competitivo e ora è uno dei segmenti economicamente più critici del mercato. Un esempio: nel 2004 sono state lanciate un terzo meno delle testate lanciate nel 1999, secondo la National Directory of Magazines.

MediaRun: Osservatorio sul futuro dei media

Philip Meyer, che ha studiato l’industria dei quotidiani per 30 anni, può vedere “il buio alla fine del del tunnel”. Se l’attuale trend di diminuzione del lettorato continuasse alla stessa velocità, afferma il professore della North Carolina University, l’ultimo lettore di quotidiano smetterà di leggere nel 2044. Un bel problema per un gruppo editoriale che fondasse sui quotodiani il proprio core-business. Gia' oggi ci sono evidenza di questo andamento. Dow Jones & Co., publisher del Wall Street Journal, ha annunciato che ridurrà la dimensione del giornale, diminuendo la sua larghezza. Dal gennaio 2007 la pagina del WSJ verrà ridotta di ben una colonna”.

Gannett Co., editore di 99 giornali compreso USA Today, ha dichiarato che i crescenti costi di stampa sono stati una delle principali cause della caduta dei profitti nel 3° quarto 2005, in discesa del 4.3% rispetto al medesimo periodo del 2004. Gannett ha diminuito la dimensione dei suoi giornali negli anni passati e la diminuirà ancora nei prossimi mesi.

Proprio per questo motivo nasce MediaRun, un osservatorio sul mondo dei media americani che cerchi di evidenziare i trend piu' importanti del settore evidenziando da una parte gli impatti sul settore, dall'altra cercando di individuare opportunita' di business reali  per le  aziende media tradizionale. Ecco un esempio di  report che verra' prodotto con cadenza periodica. In questo numero l'analisi e' puntata su MySpace.com.