Thursday, August 31, 2006

Google media company?

Quando lavoravo in Pianificazione Strategica alla RCS (inizio
anni '90) uno dei temi ricorrenti nelle analisi e negli studi effettuati
era quello di definire con precisione i concorrenti in un 
panorama che gia' allora con i progressi della tecnologia (internet e satellite) si faceva complicato. Con il passare degli anni la situazione
si e' fatta ancora piu' complessa fino al punto di non riuscire piu'
a distingure in un universo in continua evoluzione alleati e partner 
potenziali dai concorrenti. Microsoft, partner sulla tecnologia
e concorrente sui contenuti? Italia Online, partner di connettivita'
e concorrente nella raccolta pubblicitaria?
 
A una recente conferenza Marissa Mayer, top executive di Google, 
ha sostenuto con fermezza che Google e' una " technology company"
non una "media company." La considerazione di fondo e' che Google
non creando contenuti propri ma sfruttando i contenuti della rete
non possa essere equiparata a TimeWarner o per venire a casa nostra
a Mediaset.

Una posizione discutibile, secondo alcuni dettata dalla volonta' di
cercare partner,  evitare cause per "copyright infringement" 
proprio da quelle societa' del settore media a cui Google dice di non
appartenere o forse anche solo per non volersi assumere le
responsabilita' editoriali che gravano sulle societa' media
tradizionali. "E' come se nel 1950 le compagnie aeree e quelle
automobilistiche" commentava qualcuno "avessero detto alle ferrovie 
di non preoccuparsi e diventare loro partner visto che loro non 
erano nel settore dei trasporti ferroviari" 

Basandoci sul fatto che il 99% dei ricavi di Google provengono dalla
pubblicita', che la societa' vive di "audience" e che e' un marchio
sempre piu' credibile anche nell'informazione (vedi NewsGoogle)
difficile non considerare Google come una societa' media.

Wednesday, August 30, 2006

Si apre la stagione delle alleanze?

A leggere le cronache di questi giorni si direbbe che stiamo 
entrando in una stagione di alleanze che potrebbe portare a
ridisegnare il panorama competitivo dei prossimi mesi.

La settimana scorsa Microsoft e Facebook hanno siglato un
accordo in virtu' del quale Microsoft diventa l'esclusivo provider
di banner e link sponsorizzati per Facebook.

Questa settimana Google ha annunciato un deal con eBay per
la raccolta pubblicitaria aldifuori degli Stati Uniti e per lo sviluppo
di un progetto di pubblicita' "click-to-call"per permettere di 
collegare telefonicamente con un semplice click clienti e negozi
virtuali. Sempre eBay a Maggio aveva siglato un accordo con 
Yahoo per la pubblicita' domestica.

Google ha anche chiuso un accordo per $1 miliardo triennali per
fornire funzionalita' di search e pubblicita' alla Fox Interactive Media
di MySpace.

Sempre in corso le trattative tra YouTube e le etichette discografiche
per la distribuzione di video musicali online; MTV (Viacom)
distribuira' videoclips sul network pubblicitario di Google mentre NBC
creera' un "NBC Channel" su YouTube per promuovere la
programmazione autunnale.

Che si tratti di "bolla", suggeriscono alcuni? Forse, ma a differenza
di qualche anno fa ora i soldi circolano per davvero e non sono solo
quelli del Venture Capital...

Tuesday, August 29, 2006

DUKE OF THE MEDIA - news vecchie di due mesi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO QUESTO POST DEL DUKE

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Il Corriere della Sera pubblica in data 25 agosto un articolo
che sancisce che nel 2043 nessuno leggerà più quotidiani.
Sancisce, in definitiva, la fine della stampa cartacea.

Il quotidiano milanese riprende uno studio pubblicato dal
Financial Times. Bene, direte voi, finalmente si incomincia a
sollevare questo problema.

Peccato che la notizia apparsa sul corriere sia vecchia…di 2 mesi.
Questo blog aveva segnalato con tempismo internettiano
questa notizia alla fine di giugno.

Siamo più bravi del Corrierone…o anche questo è un segnale
che veramente la carta sta morendo?

È possibile che nessun redattore/caporedattore/direttore di
un qualsiasi quotidiano avesse visto l’articolo 2 mesi fa?

Oppure, è possibile che lo si avesse notato ma lo si fosse
ritenuto non interessante e quindi non pubblicabile?

Faccio una provocazione per salvare la cara vecchia carta:
il ruolo del giornalista deve cambiare di 360 gradi. Ruolo inteso
come direttore, caporedattore e redattore: si deve tendere,
velocemente, a una “rivoluzione copernicana” della funzione.

Sunday, August 27, 2006

Le abitudini di uso delle news.

E' uscito un interessante studio  di The Pew Research Center
for the People and the Press
 che riassume le abitudini di
fruizione delle news da parte degli Americani. Mentre dieci
anni fa un il 2% degli americani utilizzava con regolarita' siti 
internet per avere notizie aggiornate, oggi tale percentuale e'
cresciuta al 30%. Tuttavia la crescita del pubblico online e' 
rallentata drasticamente dal 2000 presso le fascie di eta'
piu' giovani che tendono ad utilizzare meno internet
come fonte di informazione rispetto al pubblico dei quarantenni.
Appare chiaro che i giovani americani leggono sempre meno
i quotidiani. Solo il 22% degli "under 30" riferiscono di aver
letto il giornale del giorno prima,  in diminuzione rispetto al
29% di dieci anni fa. I siti dei quotidiani attutiscono l'effetto 
in particolate tra i piu' giovani (18-24 anni).





 

Friday, August 25, 2006

L'Advertising via internet cresce ancora

La Merrill Lynch ha stimato una crescita
dell'advertising
on line a 5,2 miliardi di dollari
nel secondo quarto 2006,
con un incremento
percentuale del 32% rispetto allo
stesso
periodo del 2005.


Google ha guadagnato decisamente quota di mercato
(il 32% dal 22% dell'anno precedente), Yahoo! ha
mantenuto la sua quota (16%) mentre MSN ha perso,
passando dall'11 all'8%.

I superiori tassi di conversione di Google’s (30-40%
più elevati della concorrenza) sono alla base della crescita
delle quote di mercato e del generale incremento del
search advertising rispetto a quello di brand. Yahoo!
e IAC (società proprietaria di ASK) hanno dichiarato
crescite nel search advertising fino al 40%.

Google ha dichiarato ricavi netti da advertising nel Q2
pari a 1.64 miliardi di dollari, con una crescita dell'88%
rispetto allo stesso periodo del 2005, conquistando una
quota stimata del 57% del mercato del search adv.

Il report della ML prevede una continua
crescita della quota di mercato di Google in questo
ambito dal 45% nel 2005 al 58% nel 2006 fino al 64%
nel 2007. I tassi di crescita dei ricavi da adv di Google
vedrà secondo ML una discesa dal 106% nel 2005
al 77% nel 2006, fino al 41% nel 2007.

Crescite comunque impressionanti, soprattutto se
paragonate alla situazione di stagnazione se non di
recessione dei ricavi per i media più tradizionali.

Thursday, August 24, 2006

i giovani inglesi rifuggono i media tradizionali

E' stato recentemente pubblicato il report annuale
dell' OFCOM (Office of Communication), il garante
per le comunicazioni britannico.

Uno dei trend più significativi descritti nel report,
ripreso in modo massiccio dalla stampa britannica,
è il sempre più forte cambiamento nelle abitudini di
consumo dei media da parte del target 16-24.

I giovani inglesi mostrano un sempre maggiore utilizzo
dei nuovi mezzi di comunicazione, e un conseguente
allontanamento dai media "tradizionali".

Secondo la ricerca, i giovani guardano sempre meno i
canali televisivi generalisti (la percentuale dedicata alle
televisioni generaliste è scesa dal 74.3% del tempo totale
nel 2001 al 58% nel 2005), e sempre più i nuovi canali
digitali che meglio rispecchiano i loro valori e interessi.
Stesso discorso vale per le radio, con un passaggio dai
canali "analogici" generalisti ai canali "digitali".

Lo stesso trend emerge anche nella telefonia, dove i 16/24
hanno sposato in modo quasi totale la telefonia mobile,
e gli SMS in particolare (i 16/24 effettuano una media di
7 chiamate e spediscono mediamente 42 sms in più alla
settimana rispetto alla media nazionale).

I figli della "Internet Age" non hanno conosciuto il mondo
senza computer, console per videogiochi, telefoni cellulari
e connettività web. E infatti uno young adult inglese passa
su internet mediamente 21 minuti alla settimana in più della
media, soprattutto per comunicare con amici.

Ma l'elemento di maggiore discontinuità è dato dal fatto che
i giovani hanno ormai acquisito una abitudine ad una fruizione
"on demand" e personalizzata dei servizi, il che significa poter
essere in contatto con i propri amici dove e quando vogliono,
guardare solo i programmi televisivi e ascoltare solo le stazioni
radio di loro interesse, creare la loro "presenza" online e
connetersi direttamente con altre persone che condividono
i loro gusti e i loro interessi.

Wednesday, August 23, 2006

Campanello d'allarme per l'editoria specializzata online?

L'opinione di terzi e' da sempre un fattore
cruciale nella decisione di acquisto di prodotti
e servizi. Secondo una ricerca di JupiterResearch
il fenomeno dei siti con contenuti generati dagli
utenti si sta dimostrando sempre piu' una minaccia
per i siti specializzati. Il report afferma che il
77% degli shoppers online leggono regolarmente
recensioni e opinioni di altri consumatori e che
i clienti tendono ad essere piu' leali verso i siti
che consentono agli utenti di pubblicare feedback
sui prodotti acquistati.
In termini di efficacia il contenuto degli utenti
sta gradualmente rimpiazzando il parere degli
esperti. Ancora un segnale (se ce ne fosse bisogno)
che il trend di social networking al quale stiamo
assistendo tende ad avere sul web impatti in
ogni direzione.

Monday, August 21, 2006

DUKE OF THE MEDIA - fuori dal coro

UN ALTRO INTERVENTO DEL DUKE,
OGGI SUL TEMA MONDADORI/EMAP

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A luglio tutti i giornali, economici e non, hanno
“glorificato” l’acquisto di Emap da parte di Mondadori.
Non ci sto, non mi unisco al gregge e affermo ad alta
voce che è stato errore strategico.

Ricordo solo qualche numero:

Emap france edita 44 testate in francia , nell’esercizio chiuso
il 31 marzo 2006 ha fatturato 438 milioni di euro, la stessa cifra
dell’esercizio precedente , ma l’utile operativo è diminuito
del 25% e il risultato è sceso al 13% del fatturato contro
il precedente del 17%.

Mondadori ha acquistato Emap sborsando 545 milioni di euro.

Cerco di sintetizzare le motivazioni della mia affermazione:

1) il trend dei periodici è in calo da 3 anni(anche in francia).

2) i media acquistati sono molto”old style”.

3) la cifra sborsata vale 13/14 volte l’ebitda dell’azienda
acquistata: un ‘enormità.

4) Mondadori ha acquistato e investito sulla radio(R101),
quindi diversificando giustamente il proprio portafoglio media,
non valeva la pena investire sul mondo internet?
Non valeva la pena investire un decimo della cifra investita per
Emap nell’acquisizione ad esempio di un sito di social networking?

Attendo smentite!

Tempi duri per i quotidiani

Secondo un report della societa' americana Outsell il
settore dei quotidiani vivra' nei prossimi 10 anni un
declino di ricavi pari a 10 miliardi di dollari, di gran
lunga superiore a quanto il settore si aspetti.
E' il risultato congiunto del calo di diffusione che
comporta un declino di ricavi pubblicitari e della rapida
crescita di online news media che producono ricavi minori.

La diminuzione della diffusione accellerera' presso
l'utenza 18-39 anni con diffusione complessiva in calo a
43.9 milioni nel 2010 (- 20% rispetto al 2004). Outsell
ha anche affermato che i ricavi online non crescono in
maniera cosi' sostenuta da rimpiazzare quelli perduti
sulla carta e che le riduzioni di personale in corso non
sono sufficienti a contenere le pressioni finanziarie. 

Saturday, August 19, 2006

Amazon entra nel mercato dei Video Downloading

Amazon potrebbe lanciare a breve una sezione
del sito dedicata al download di video, chiamata
"Amazon Unbox Video".

Sulla base delle prime informazioni, il sito dovrebbe
consentire sia l'acquisto che l'affitto dei video, oltre che
supportare device mobili come il lettore Creative Zen Vision.
Sul sito sarà anche presente un video player proprietario,
sul modello di Itunes, per ora utilizzabile solo su Windows XP
e Windows NT.

Friday, August 18, 2006

Il Web che si autogenera

I siti di contenuto generato dagli utenti -- photo-sharing,
video-sharing, blogging -- rappresentano la meta' della
classifica dei 10 marchi web con il piu' elevato tasso di
crescita a Luglio 2006, secondo Nielsen/NetRatings.

** il sito di Image-hosting ImageShack, si piazza al
quarto posto (+ 233% anno su anno per passare da
2.3 milioni a 7.7 milioni di visitatori unici - UV)

** Heavy.com, sito di video-sharing, raggiunge il
quinto posto (+ 213% da 965,000 a 3 milioni di UV)

** il sito di photo-sharing Flickr si piazza al sesto posto
(+ 201% da 2.1 milioni a 6.3 milioni di UV)

Altri siti che hanno raggiunto la top 10 di questa
speciale classifica:

** MySpace (+ 183%)
** Wikipedia (+ 181%)

Thursday, August 17, 2006

Dove va la pubblicita'?

Un recente studio della McKinsey & Co. pubblicato dal
periodico AdAge riporta che entro il 2010 la pubblicita'
televisiva tradizionale sara' meno efficacie per un terzo
rispetto al 1990. La McKinsey stima "un declino del 23%
nella pubblicita' vista per via dell'effetto "cambio di canale",
un declino di attenzione del 9% dovuto al multitasking e
un declino dell'impatto pubblicitario pari al 37% dovuto
a saturazione. Non a caso una rete televisiva americana
(proprio loro…) ha annunciato che la campagna televisiva
per uno show autunnale verra' fatta stampando a laser
un messaggio pubblicitario sulle uove vendute nei
supermercati delle piu' grandi citta' americane.
Secondo il report McKinsey quello che emerge non e'
tanto una mancanza di "spazio" pubblicitario (tra old e
new media la capacita' e' in crescita), quanto la mancanza
di "attenzione" che diventa la nuova risorsa scarsa.
E' questo il grosso cambiamento di paradigma che
il mondo della comunicazione sta vivendo: piu' pubblicita'
uguale meno attenzione. Da cio' emergono due differenti
correnti di pensiero: la prima che dice in sostanza di
diminuire il "budget media" nel suo complesso e
aumentare l'investimento nella differenziazione del
prodotto; la seconda che punta a una "personalizzazione"
della comunicazione meno "mass" e piu' "customized".
Se prevalesse la seconda corrente di pensiero
assisteremmo al futuro successo economico dei siti di
"social networking" e del "podcasting" dove le aziende
avrebbero la possibilita' di creare canali di comunicazione
mirati agli interessi specifici dei consumatori.

Wednesday, August 16, 2006

Google e i quotidiani: la minaccia dei coupon...

Un altro allarme per i quotidiani: un nuovo programma di
Google permettera' ai dettaglianti di creare coupon online.
Il servizio e' collegato a Google Maps e rappresenta l'ingresso
ufficiale di Google nel mercato della pubblicita' con coupon
che secondo un report di Merrill Lynch vale per i quotidiani
americani 1.1 miliardi di dollari. Le implicazioni seppure
limitate nel breve periodo devono far riflettere e rischiano
nel lungo termine di sottrarre ai quotidiani un mercato
assai profittevole. L'assalto ai coupon segue quello ai
"classified" ovvero la "piccola pubblicita'"in corso gia' da
tempo e serve a ricordare, se mai ce ne fosse bisogno, che
non esistono barriere nel mondo dell'online. 

Saturday, August 12, 2006

Video: un'opportunita' per i quotidiani?

Social Networking e' di questi tempi la parola chiave,
spesso sinonimo di Web 2.0 ad indicare tutto cio' che e'
contenuto generato dagli utenti, attivita' di relazione
sulla rete e non ultimo audio e video online. Secondo il
mensile Editor & Publisher proprio il video potrebbe
essere la grande opportunita' per i quotidiani che possono
beneficiare del loro appeal locale quando si parla di
contenuti e video localizzati. Secondo E&P, YouTube e
MySpace spesso mancano di "contesto", l'80% della loro
informazione e' mirata a gruppi di utenza mirati.
Per esempio i video di un matrimonio o di una partita
di pallacanestro liceale non sono di alcun interesse
per la maggior parte della gente. Tuttavia su un sito
di un quotidiano locale dove l'utenza cerca informazione
locale possono essere un'interessante aggiunta alla
copertura di news locali. Un altro suggerimento di E&P
riguarda il lancio di un concorso tra i lettori per il
"videoclip della settimana". Stesso tema per le scuole
dove i quotidiani locali potrebbero attrarre il pubblico
piu' giovane, un target sempre piu' difficile da raggiungere.

Friday, August 11, 2006

Google cavalca il Social Networking?

Quando Eric Schmidt, CEO di Google, afferma che il Social
Networking e' ormai un fenomeno tale da definire uno stile
di vita online, il segnale inviato e' di quelli forti. Quando poi
questa affermazione e' accompagnata da un accordo da 900
milioni di dollari con MySpace, MySpace, IGN, Rottentomatoes,
Askmen e Scout, ovvero l'impero online recentemente
costituito da News Corp. si ha la conferma che non ci troviamo
di fronte a una semplice attivita' di PR ma a un vero e proprio
fenomeno dalle significative implicazioni economiche.
Per News Corp. l'accordo rappresenta un'opportunita' per
agganciare due dei piu' importanti indicatori del comportamento
dell'utenza: search history e dati personali, nonche' la possibilita'
di monetizzare uno dei network il cui traffico e' secondo solo
al network di Yahoo. Restano le implicazioni sulla privacy che
potrebbero avere pesanti ripercussioni su entrambe le societa':
per News Corp. perche' i siti citati sono mirati a un pubblico
giovanissimo, spesso minorenne e per Google che da sempre
si e' schierato a tutela del proprio pubblico contro le pratiche
"corporate" etichettate come "evil" (diaboliche). Di certo resta
l'importo dell'accordo che da una dimensione economiche di
quello puo' valere il mercato pubblicitario legato al social
networking.

Thursday, August 10, 2006

Parliamo di Podcasting su Radio 24 de Il Sole24Ore

Ecco il link del mio intervento alla trasmissione 2024 di Radio24 
condotta da Enrico Pagliarini. La trasmissione va in onda tutti i
sabati dalle 15 alle 16 e in replica la domenica alle 22. E'
disponibile anche in podcasting sul sito di Radio24

Tuesday, August 08, 2006

Meta' degli utenti web sui siti di news

Piu' della meta' (54%) dell'utenza web americana ha visitato in
giugno siti di news con in testa Yahoo News, MSNBC e AOL
News, secondo i dati di comScore Media Metrix.
Con l'eccezione di Yahoo, 9 siti su dieci hanno legami con media
tradizionali.

NAA: l'online bilancia l'offline

La Newspaper Association of America ha ribadito che la
crescita dell'audience online dei quotidiani sta aiutando
ad arginare la perdita di lettori del prodotto cartaceo.
In una speciale ricerca della Nielsen/Netratings, la NAA
ha annunciato che sono circa 55 milioni i visitatori di siti
di quotodiani nel secondo trimestre, + 30% rispetto allo
stesso periodo dello scorso anno, in pratica un utente
internet su tre.

Saturday, August 05, 2006

Viacom risponde a News Corp.

La risposta di Viacom, il colosso media che possiede
Comedy Central, Nickelodeon e soprattutto MTV, alla
acquisizione di Myspace da parte di News Corp. non si
e' fatta aspettare. Invece di acquisire un sito unico
dove ritrovare l'utenza giovane che dalla televisione
si sposta sempre piu' massicciamente sul web ha optato
per l'acquisizione di Y2M (Youth Media & Marketing
Network) una societa' che pubblica 450 quotidiani online
distribuiti nei college americani.

Interessante notare il diverso approccio di MTV che tutti
pensavano si sarebbe portata a casa Facebook.com, un sito
di social networking sempre mirato al pubblico giovane
dei college. Il prezzo tuttavia era salato: 2 miliardi
di dollari. Stesso discorso per Youtube.com.
Cosi' Viacom ha optato per una soluzione di piu' basso
profilo da far crescere. Si accende cosi' la competizione
con MySpace che rimane un colosso del web
generando piu' pageviews di qualsiasi altro sito online
ad eccezione di Yahoo.  

MTV aveva di recente gia' acquisito il sito di giochi
per i piu' giovani Neopets, Xfire e Gametrailers
nonche' il sito di film indipendenti IFILM.
La strategia Viacom e' quella di raggiungere il pubblico
dei giovanissimi da piu' piattaforme: cable TV, wireless
e web.

Thursday, August 03, 2006

Entro il 2010 il mercato del video online decuplica

Secondo un rapporto della societa' di ricerca InStat
e intitolato "Online Content Aggregators -- AOL, Google,
Yahoo!, MSN, Apple--Slowly Defining the Future of Television",
il mercato del video online dovrebbe decuplicare la propria
audience per raggiungere nel 2010 ben 130 milioni di
famiglie. Se da una parte questo fa ben sperare, secondo
il rapporto i broadcaster tradizionali passeranno presso
al contrattacco per rallentarne la crescita e proteggere cosi'
la propria egemonia.
Secondo InStat questo mercato che nel futuro prossimo dara'
agli utenti controllo sul consumo della programmazione di
interesse, sara' dominato dai maggiori content-aggregators:
AOL, Google, Yahoo, MSN e Apple.
Sempre secondo la ricerca, il 12.8% delle famiglie con broadband
nel mondo gia' utilizzano contenuti attraverso aggragatori online
e il numero dovrebbe crescere dai 194 milioni del 2005 ai
413 milioni del 2010.
In questo contesto InStat prevede alleanze naturali tra i
piu' grandi broadcaster che controllano i contenuti piu'
popolari e gli aggregatori online che sono in grado di
distribuire i servizi che gli utenti si aspettano sui diversi
media disponibili. Un buon esempio e' quello di "Time-Warner"
e la consociata AOL.
Tuttavia dal rapporto emerge che le pay-tv contrattaccheranno
l'efficienza delle alleanze con proprie suite di servizi.
La maturita' del settore delle pay-tv negli USA porta i nuovi
entranti a puntare sempre piu' sull'innovazione. Anche in questo
comparto secondo InStat sono prevedibili cooperazioni e alleanze
che possano portare mutui benefici a pay-tv e aggregatori online.

Mai piu' tv per la Foster..

Con l'affermarsi della rete e' normale che i marchi
di beni di largo consumo "dirottino" parte dei loro
budget di marketing sulla rete. Il processo e' in corso
soprattutto per le aziende che vogliono comunicare
con il pubblico piu' giovane. Un segnale importante lo
ha lanciato la birra australiana Foster che negli USA
ha deciso di spostare tutto il suo budget su internet
rinunciando alla pubblicita' televisiva.

Con il cambiamento delle abitudini dei consumatori piu'
giovani le campagne televisive lasciano spazio a
progetti di comunicazioni su internet che come nel caso
della Foster cercano di raggiungere il target sui siti
piu' popolari come, in questo caso Heavy.com, e provando
a creare un effetto passa-parola che sembra
sempre piu' alla base del successo con i target
giovani.

Wednesday, August 02, 2006

La nuova New Media Elite

Il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato
la "New-Media Power List" che include un numero
grandissimo di personaggi sconosciuti che hanno
utilizzato i siti di social-networking come YouTube e
MySpace per affermarsi sul mercato.


Scrive John Jurgensen: "I video, i blog e le pagine web
create da dilettanti stanno rivoluzionando il panorama
dell'entertainment. Registi sconosciuti, scrittori e produttori
sono stati improvvisamente catapultati in posizioni di enorme
influenza. Ad esempio, un video creato da un comico trentenne
di Cleveland è stato guardato da almeno 30 milioni di persone,
l'audience media di una puntata di "American Idol". O ancora,
il più popolare contributor del sito di foto on line Flickr.com
ha appena avuto un contratto per realizzare una campagna
pubblicitaria per Toyota"

Ecco i vincitori

PODCASTERS
* Emmy-Nominated - Orin and Jerry Zucker, It's Jerry Time
* Top-Rated - Keith Mallery and Kemda, Keith and The Girl
* Top Video Podcast Producer - Jeff Macpherson, Tiki Bar TV
* The Web's Anchorwoman - Amanda Congdon, Amanda UnBoomed
* Video Podcast Stars - Kent Nichols and Douglas Sarine, Ask A Ninja
* A Teen Hit - Andrew Sims and Ben Schoen, MuggleCast

AMATEUR VIDEO
* Most Watched Video on YouTube - Judson Laipply,
Evolution of Dance
* Crossover Star - Brooke "Brookers" Brodack,
myspace.com/brookealley
* Top Earners - Fritz Grobe and Stephen Voltz,
Extreme Diet Coke and Mentos Experiments
* Corporate-Sponsored Traveler - Matt Harding, Where
the Hell is Matt?

SOCIAL NETWORKING
* A Ruler Of Myspace - Christine Dolce, myspace.com/forbidden
* Grassroots Music Success - Lustra, myspace.com/lustra
MUSIC
* Popular Amateur Web Radio Broadcaster - Davide Nevue,
Whisperings
* Top-Rated Music Blog - Scott Lapatine, stereogum
BLOGGING
* Top-Linked Bloggers - Cory Doctorow and Xeni Jardin, Boing Boing
PHOTOGRAPHY, TV AND FILM
* The Web's Top Photographer - Rebekka Gudleifsdóttir, Photos
from rebekka
* Up-And-Coming Filmmakers - Susan Buice and Arin Crumley,
Four Eyed Monsters
* Web-TV Taste Makers - Rob Schrab and Dam Harmon,
channel101.com
* Top Machinima Film Makers - Rooster Teeth, roosterteeth.com
* The Pioneers - Mate and Mike Chapman, Homestar Runner

Sempre piu' gratis...

Rupert Murdoch ha deciso. A partire dal prossimo 18 settembre
parte The Londonpaper, il nuovo quotidiano del pomeriggio che
lancia la sfida all'Evening Standard, il leader di mercato ma da
tempo con i conti in rosso. La tiratura sara' di 400,000 copie,
la stessa dello Standard e sara' distribuito per la strada da una
rete di 700 persone dalle 16.30 alle 19.30. Il target mirato e'
giovane: 18-35.

Migrato dalla rete, il modello di business basato sui proventi
pubblicitari comincia a farsi largo anche tra i media tradizionali,
in particolare quelli a grande diffusione.