La pubblicita' locale fa boom online
Il 2007 sara' un altro anno boom per la pubblicita' locale online, con una stima di $7.7 miliardi (+31.6% sul 2006) secondo una recente ricerca di Borrell Associates.La meta' dei siti locali stanno aumentando la loro forza vendita (+37%) con alcune tra le realta' piu' grandi che contano tra i 36 e 48 venditori.
Nel breve termine, la spesa pubblicitaria online continuera' a migrare verso forme piu' mirate come e-mail e paid search. Inoltre il report annuncia che nel 2007 anche la video pubblicita' online diventera' una voce importante.
Le categorie piu' richieste restano il mercato dei veicoli e l'immobiliare che insieme valgono 1/3 del mercato.
Pubblicita' locale online (Milioni di $ Incluso Banner locali /
Inserzioni, Paid Search locale, Pubblicita' Email)
1998 $243
1999 $466
2000 $1,170
2001 $1,398
2002 $1,650
2003 $2,078
2004 $2,687
2005 $4,810
2006 projected $5,857
2007 forecast $7,713
2008 forecast $8,896
2009 forecast $9,500
2010 forecast $9,308
Fonte: Borrell Associates, Settembre 2006

E' uscito un interessante rapporto del
La nuova ondata di internet start-up, figlie del Web 2.0, sta guadagnando velocemente l'attenzione dei VC americani, almeno secondo uno studio di Dow Jones VentureOne. Secondo lo studio sono ben 49 le societa' Web 2.0 finanziate nel primo semestre dell'anno per un valore compessivo di $262.3 milioni contro i 51 deal e $199.1 milioni dello stesso periodo del 2005. Si tratta ancora di una piccola fetta dei $13 miliardi di dollari che sempre nel primo semestre 2006 sono finiti nelle case di 1,200 societa'.
Ecco il link al dossier che ho scritto per Il Sole 24 Ore del 13 settembre focalizzato sui blog.
Secondo uan ricerca di Telelphia, il pubblico della Mobile TV e' cresciuto del 45% a 3.7 milioni di abbonati nel IIQ06. I contenuti piu' richiesti sono news, tempo e sport. I ricavi totali del trimestre sono cresciuto a $86 milioni nell'ultimo trimestre, con un incremento del 67% sul Q1.
Secondo un recente studio di Veronis Suhler Stevenson (VSS), le societa' media tradizionali degli Stati Uniti stanno aumentando la loro quota di pubblicita' online relativamente ai rivali Google e Yahoo. Cosi' contrariamente alle aspettative di molti sembrerebbe che le societa' media tradizionali stanno in effetti mantenendo le loro posizioni anche nel mondo digitale.
Uno dei motivi del successo dei siti internet audio e video e' la loro gratuita' e la mancanza di interruzioni pubblicitarie che invece infestano la programmazione televisiva e radiofonica tradizionale.
Questa e' la trascrizione della mia intervista pubblicata da Il Sole 24 Ore sul fenomeno del Social Computing con Japp Favier, Vicepresidente e Direttore della Ricerca di Forrester Research Europe nonche’ coautore dello studio “Social Computing – How Networks Erode Insitutional Power And What To DO About IT” recentemente pubblicato da Forrester.
Ecco il 
Parlando di futuro dei media non si puo' non menzionare il fenomeno del peer-to-peer televisivo. In rete sono disponibili numerosi software di facile installazione che permettono di trasformare il PC in una sorta di televisione globale in grado di ricevere canali da tutto il mondo, dalla HBO (si tratta di HBO Singapore nella maggior parte dei casi) a ESPN per non citare una pletora di canali cinesi, israeliani, polacchi, spagnoli, italiani e anche americani (ABC News, CNN, ecc) e molti altri ancora. Durante i recenti mondiali ho provato a testare alcuni di questi software e sono rimasto stupito della qualita' dell'immagine che in un evento sportivo (in particolare il calcio) e' particolarmente importante. La cosa piu' interessante e' l'audience che sui vari canali e' collegata in contemporanea. In alcuni casi decine di migliaia! Paradossalmente nell'architettura peer-to-peer dove ogni PC e' "ganglio" del network ricevendo ma allo stesso tempo trasmettendo i "pacchetti" che contengono le immagini, proprio la numerosita' del pubblico garantisce in qualche modo la qualita' del servizio (a differenza delle architetture server-centriche che rischiano al crescere dell'audience di aver problemi di harware e di banda). Tra i software che ho testato ne segnalo due per chi fosse interessato:
Quando hai un marchio importante la regola numero
A una prima lettura il rapporto di Agosto del Publishers' 


Anche il The Boston Herald taglia il formato 

