Monday, October 30, 2006

Continua il calo della diffusione dei quotidiani americani

La diffusione giornaliera dei quotidiani americana e' scesa negli ultimi sei mesi del 2.8% mentre la diffusione domenicale e' scesa del 3.4% (dati della Newspaper Association of America).

I due tabloid di New York sono gli unici ad avere incrementato: il New York Post di Rupert Murdoch (News Corp.), e' cresciuto del 5.1% seguito dal rivale New York Daily News che ha guadagnato l'1%.

USA Today (Gannett Co.) e' il primo quotidiano della nazione con 2,269,509 copie vendute (-1.3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), segue il Wall Street Journal(Dow Jones & Co.) con 2,043,235 (-1.9%) e il The New York Times (New York Times Co.) con 1,086,798 (-3.5%).

Il Los Angeles Times (Tribune Co.) e' la testata piu' colpita con un -8% attribuita a un taglio delle cosidette copie distribuite da terze parti (scuole, hotel, ospedali, ecc.) che sono considerato di minor valore dagli inserzionisti.

Insomma tutto in linea con la previsione di Philippe Meyer: se l’attuale trend di diminuzione del lettorato continuasse alla stessa velocita', afferma il professore della North Carolina University, l’ultimo lettore di quotidiano smettera' di leggere nel 2044.

TOP 20 U.S. NEWSPAPERS, BY CIRCULATION
Newspaper Circulation Change from March-Sept. 2006

1. USA Today 2,269,509 -1.3%
2. The WSJ 2,043,235 -1.9%
3. The NYT 1,086,798 -3.5%
4. Los Ang. Times 775,766 -8%
5. New York Post 704,011 +5.1%
6. New York Daily 693,382 +1%
7. The Wash. Post 656,297 -3.3%
8. Chicago Tribune 576,132 -1.7%
9. Houston Chronicle 508,097 -3.7%
10. Newsday, L.I 410,579 -5%
11. The Arizona Rep. 397,294 -2.6%
12. The Boston Globe 386,415 -6.7%
13. The Star-Ledger 378,100 -5.5%
14. San Francisco Chr. 373,805 -5.4%
15. Star Tribune Minn. 358,887 -4.2%
16. The Atlanta Jour. 350,157 -3.5%
17. The Plain Dealer 336,939 -0.6%
18. The Philadel. Inq. 330,622 -7.6%
19. Detroit Free Press 328,628 -3.6%
20. The Oregonian 310,803 -6.8%

VIA(com) da YouTube!

Un esempio degli effetti dell'acquisizione di YouTube da parte di Google? Migliaia di clip tratte dal canale televisivo Comedy Central sono stati rimossi dal sito su specifica richiesta del colosso Viacom che di Comedy Central e' proprietario. Si tratta di alcuni tra i contenuti piu' gettonati di YouTube, show come "The Daily Show," "The Colbert Report" e soprattutto il cartone "South Park" (gli episodi erano disponibili per intero).

Eric Schmidt (CEO di Google) non e' evidentemente riuscito ad accordarsi con Viacom sui termini della divisione dei ricavi pubblicitari generati online. Si tratta di un segnale importante trattandosi ad oggi del primo grande gruppo media che richiede che il proprio contenuto venga eliminato da YouTube e un cambiamento di direzione da parte di Viacom che finora aveva visto YouTube come un ottimo canale promozionale. Ma con il calare dell'audience e dei ricavi televisivi la mossa non sembra essere piu' ritenuta valida a maggior ragione se i ricavi pubblicitari passano dalla parte di un concorrente (almeno cosi' lo vede Viacom) come Google.

Sunday, October 29, 2006

Quando i ricavi online supereranno quelli offline?

L'analista della Merrill Lynch Lauren Rich Fine, nel suo ultimo rapporto sull'industria dei media, afferma che i ricavi online dei quotidiani potrebbero impiegare 30 anni per raggiungere la metà dei ricavi totali.

La Fine afferma che "Anche se la crescita dei ricavi continuasse per i prossimi anni, non vediamo l'online rappresentare oltre il 50% dei ricavi pubblicitari dei quotidiani per almeno un paio di decenni, la qual cosa porterebbe ad un generale appiattimento dei profitti del settore"

Sebbene la Fine evidenzi la possibilità che, se le revenue della carta scendessero più velocemente del previsto, la crescita dell'online sarebbe più rapida, la sua preoccupazione risiede nella perdita fortissima della pubblicità classificata che si sta spostando verso il web ad una velocità elevatissima, andando ad erodere un mercato che era monopolizzato dai quotidiani.

Friday, October 27, 2006

Il Sun crea community e distribuisce video on line


Un esempio di evoluzione della carta stampata verso la multicanalità e i social network è offerto dal Sun, il quotidiano più diffuso in Inghilterra, che ha recentemente messo in linea un suo sito di community chiamato "MySun". Il sito dà agli iscritti la possibilità di personalizzare la propria esperienza di navigazione e di contribuire alla creazione delle news.

Sull'home page di MySun troneggia la scritta: "You are the Editors of the Sun".
Gli iscritti possono creare liberamente blogs, fare commenti alle news, partecipare a discussioni e pubblicare sia testi che immagini. Anche l'interfaccia di MySun può essere modificata inserendo categorie specifiche di articoli. Il sistema di personalizzazione è basato su quello dell'ormai mitico sito di News Corp. MySpace.

Oltre a MySun, il quotidiano ha raggiunto un accordo con il sito di video VideoJug.com, per avere 10 video originali alla settimana dedicati al fai da te, naturalmente scaricabili e votabili dagli iscritti alla community.

L'estensione multimediale del Sun vuole dare nuova linfa al quotidiano cartaceo, fornendo ai lettori nuove opportunità di fruizione, sia online che offline. Sito e carta sono (finalmente) considerati parte di un sistema e non unità separate.

MediaRun su Radio Classica di Class/MilanoFinanza

E' in linea il mio intervento (.mp3 - 5.3 MB) del venerdi' in diretta su Radio Classica del gruppo Class Milano/Finanza nel programma condotta da Carla Signorile "Il Punto su Piazza Affari". La trasmissione va in onda tutti i giorni dalle 18.00 alle 18.30.

Questa settimana si parla della riunione della Fed, delle trimestrali di Ford, GM, Texas Instruments e Microsoft e degli Stati Uniti che compiono 300 milioni di abitanti.

Buon ascolto!

Thursday, October 26, 2006

Eons, Il Social Network per gli over 50

Il fondatore di Monster.com, Jeff Taylor, ha di recente lanciato la sua nuova iniziativa imprenditoriale nel mondo del web, il sito www.eons.com.


Eons è un altro esempio di social network "tematico", che ha l'obiettivo di aggregare e far interagire una community verticale definita (avevamo parlato in un post precedente del social network sportivo tiredandtested). L'obiettivo del progetto di Taylor sono i cosidetti "baby boomers" che ora hanno superato i 50 e a cui viene offerta l'opportunità di ritrovarsi in un sistema virtuale che offre informazioni, servizi ma soprattutto strumenti di contatto e condivisione.

Lo stile di Eons è più razionale rispetto al "selvaggio" my space, con servizi e sezioni tematiche simili graficamente a quelle di un portale tradizionale. Ogni sezione ha elementi caratterizzanti come il Longevity Calculator che consente di misurare (e migliorare) la propria aspettativa di vita o la Life Dream area dove persone con lo stesso "sogno" possono incontrarsi e collaborare per raggiungerlo. Il modello di business è simile a quello degli altri social network, basato quindi per ora sulla pubblicità, in seguito sulla vendita di prodotti e servizi al network.

Monday, October 23, 2006

Smalltown, un social network a carattere locale


E' stato lanciato alcuni giorni fa a San Mateo, California, il sito www.smalltown.com, l'ultima di una serie di iniziative simili denominate "Hypersites", cioè sistemi in grado di fornire informazioni e connettere tra loro diversi business sfruttando le potenzialità dei social network nell'ambito locale.

La differenza tra Smalltown e altre iniziative simili come Backfence e Yourhub sta nella facilità di accesso e nel sistema di gestione che consente una più rapida connessione tra la domanda e l'offerta,

Il sito ha tre elementi fondamentali:

1) l'elenco delle diverse attività commerciali sotto forma di "webcards", cioè minisiti con il loro proprio indirizzo.

2) un sistema di recensione, attraverso cui gli stessi utilizzatori possono votare le attività commerciali elencate

3) un sistema che consente l'utilizzo delle Webcard per scopi diversi, dalla creazione di gruppi di discussione alla presentazione di eventi.

Il modello di business di Smalltown si basa anche sul fatto che ben la metà delle piccole imprese a carattere locale negli USA non hanno ancora un proprio sito web. Il modello dell'Hypersite consente loro di creare e gestire i siti internet, in modo semplice e intuitivo

Social Networking ma con cautela…

Lanciarsi nel mondo del Social Networking senza usare le opportune cautele puo' essere controproducente. Ne sa' qualcosa il mensile Glamour che ha invitato i visitatori del proprio sito a caricare foto nella sezione "Glamour Don't", dedicata alle cose da non fare nel campo del look. Il risultato e' stato quello di vedere apparire online foto poco edificanti e commenti che lo erano ancora meno e che hanno scatenato le proteste dei diretti interessati verso la direzione della testata. Una lezione importante da tenere a mente: cio' che fa il successo di un sito (YouTube) puo' diventare disastroso per un altro, specialmente se si tratta di testate editoriali che tendono a fare opinione e a dare una direzione editoriale ai propri contenuti (o anche solo alla scelta degli stessi), a differenza dei siti di Social Networking che tendono a essere neutrali e a dissociarsi dal materiale pubblicato da terzi. Glamour ha fatto marcia indietro e ha deciso che controllera' cio' che andra' (o non andra') online editorialmente con un processo che impieghera' fino a 24 ore.

Friday, October 20, 2006

La migrazione da Buddy Icons a Social Networking

Secondo una recente indagine della Nielsen-NetRatings nel corso degli ultimi tre anni i siti piu' trafficati dai teen-agers (12-17) non sono piu' quelli che offrono buddy icons per instant messaging ma quelli che forniscono assistenza sui social networking dalla creazione di un profilo al layout della pagina.

Nel settembre 2003, il sito numero 1 per i teen-agers era Originalicons.com (77.6% dell'audience era costituito da giovanissimi), seguito nella top ten da Buddy4u.com e Badass Buddy.

Lo scorso settembre i siti che offrivano supporto nella creazione di spazi su siti di social networking (con testi di canzoni, foto, citazioni, layout, ecc.) e i siti di social networking stessi costituivano in pratica la classifica dei siti piu' frequentati dai teen-agers (9 siti su 10).

Secondo Ken Cassar, chief analyst della Nielsen//NetRatings: "MySpace e YouTube hanno sviluppato un vibrante ecosistema online."

Top Sites per Teens 12-17 (U.S., Casa e Lavoro)

UA Composizione %
Set-03


Originalicons.com 77.60%
Blunt Truth 76.1
Teen People 73.5
FireHotQuotes.com 73.5
Buddy4u.com 73.5
Bolt 71.3
Badass Buddy 66.6
SparkNotes.com 63.8
QuizYourFriends.com 63
Blurty.com 62.8

UA Composition %
Set-06


PLyrics.com 68.40%
Snapvine 67.6
WhateverLife.com 60.6
QuickKwiz 58.8
PureVolume 58.2
myYearbook 57
SparkNotes.com 55.4
One True Media 55.3
DiscoverClips 55.3
Poqbum.com 55.2


Fonte: Nielsen//NetRatings, Ottobre 2006
Nota: UA = Unique Audience


Nel settembre 2003, i ragazzi della fascia 2-11 anni passavano online in media 6 ore e 39 minuti; allo scorso settembre la media era cresciuta del 41% a circa 9 ore e 24 minuti. I teen-agers (12-17) sono passati da 21 ore e 4 minuti a 26 ore e 48 minuti (+27%).

Sempre secondo Cassar:
"Internet e' sempre di piu' parte della vita dei bambini come la TV, la scuola e i libri e possiamo aspettarci che con l'aumento dell'offerta di servizi e soprattutto con l'espandersi del loro network di amici e familiari sulla rete il tempo che passeranno online sara' destinato a crescere ancora."

MediaRun su Radio Classica di Class/MilanoFinanza

E' in linea il mio intervento(.mp3 - 4.6 MB) sulla settimana a Wall Street in diretta su Radio Classica del gruppo Class MilanoFinanza.

Questa settimana si parla delle trimestrali di alcune societa' tecnologiche americane.

Buon ascolto!

Thursday, October 19, 2006

Il motore di ricerca evoluto...

Ogni tanto capita di pensare a come si evolvera' la rete, quale sara' il prossimo Google, o se MySpace sara' ancora qui tra un paio d'anni. Con tutto il parlare di Social Networking e Web 2.0 forse il prossimo motore di ricerca sara' piu' umano di quanto possiamo immaginare. E' quanto hanno pensato i creatori di Ms Dewey, il motore che sta crescendo in popolarita' tra gli utenti della rete ed e' "powered by Microsoft Live Search". Alla Microsoft minimizzano il coinvolgimento. In passato un esempio di umanizzazione della ricerca era stato provato da Ask.com ma con poco successo. Mrs Dewey dalla sua ha una bella presenza e anche un buon senso dell'umorismo... provate a cercare "gun" e vedrete cosa succede...

Wednesday, October 18, 2006

Intervista esclusiva con Isabelle Allende

Il futuro dei media e' fatto anche di memoria e i blog sono l'espressione piu' autentica che finora la rete e' riuscita ad inventarsi. Per questo, non per il contenuto in se' che se vogliamo c'entra poco con i temi toccati da questo blog, affido alla rete la registrazione (.mp3 - 10.3 MB) della mia intervista telefonica con Isabelle Allende che diede origine al pezzo pubblicato su Avvenire (.pdf - 249 KB) di qualche tempo fa.
Isabelle oggi vive vicino a Sausalito, a nord di San Francisco e con lei ho chiacchierato per circa mezz'ora del suo passato, dello zio Salvatore Allende e del colpo di stato cileno, dei suoi libri a cominciare dal bestseller "La Casa degli Spiriti" e della sua vita di oggi (insegna ancora alla University of California di Berkeley). La qualita' dell'audio non e' tra le migliori ma cio' e' accaduto prima che cominciassi a occuparmi di podcasting.

Tuesday, October 17, 2006

La storia si ripete...

Questo film mi sembra di averlo gia' visto. Era il novembre 2000 quando Andreas Schmidt, chief executive del Bertelsmann eCommerce Group, si appellava alle case discografiche e alla loro potente associazione (la RIAA) perche' si alleassero con Napster e rinunciassero alle cause miliardarie in corso. Bertesmann aveva appena finito di finanziare le operazioni di Napster e Schmidt (nessuna parentela con l'omonimo Ceo di Google) si appellava alla ragione in un momento di grande caos, basti pensare che la stessa Bertelsmann Music era una delle etichette in giudizio contro Napster, per dirla in chiaro era in causa contro se' stessa. La storia poi e' nota: Bertelsmann spense Napster per ripulirla dei contenuti illegali, con l'obiettivo di ingegnerizzare un modello legale e privo di rischi (stop agli scambi illeciti). Nel frattempo le etichette lanciarono i loro servizi di musica online (non se ne salvo' uno...) e alla fine Bertelsman, sconfitta, si compro' le attivita' di Napster pe $8 milioni di dollari.

Saltiamo in avanti di quattro anni e veniamo ad oggi. Google si compra YouTube che paga $1.65 miliardi, Schmidt (Eric stavolta) lancia segnali ai gruppi media perche' utilizzino la piattaforma per distribuire i loro contenuti video mentre questi si preparano a montare un'enorme causa per violazione del copyright, obiettivo le pingui casse di Google e/o una posizione negoziale di forza. Persino TimeWarner e' pronta alla guerra poco conta che Google ne sia con il 5% uno degli azionisti. Vedremo se questa volta il finale sara' diverso, per il momento le similitudini (nomi compresi) sono rilevanti.

Monday, October 16, 2006

Intervista a Eric Schmidt, Ceo di Google

Ecco una sintesi dell'intervista concessa da Eric Schmidt, CEO di Google al Financial Times.

Perche' Google valuta video generati dagli utenti $1.65 mld di dollari?

ERIC SCHMIDT: Se guardiamo ai soldi e' perche' pensiamo di avere la migliore piattaforma per la vendita della pubblicita' al mondo e pensiamo che su YouTube possiamo fare "business". Ma non e' solo per soldi e neppure per la pubblicita', e' perche' pensiamo che il video sara' (e gia' lo e') uno dei contenuti piu' importanti di internet. La gente lo usera' sempre di piu' per comunicare idee, registrare memorie, vendere prodotti e poi alla fine arrivera' anche il mondo del broadcast.

Google e i media partners.

SCHMIDT: Vogliamo essere amici dei media, siamo un partner tecnologico e di distribuzione non siamo nel business del content. Vogliamo che i nostri media partner continuino a usarci per distribuire e si avvantaggino dell'acquisizione di YouTube.

Facebook.

SCHMIDT: Non posso speculare su M&A nostri o di nostri concorrenti. E' chiaro che i Social Networks crescono e cresceranno velocemente. Abbiamo chiuso un buon accordo con MySpace che ha posto le basi per altri accordi in questo settore.

Cambiamento tecnologico: chi soccombera'?

SCHMIDT: Ogni rivoluzione tecnologica ha vincitori e vinti. I vincitori sono le societa' che adottano queste tecnologie piu' velocemente e i vinti sono coloro che sono bloccati, che non fanno la transizione. E' evidente che internet e il web e il web 2.0 sono le nuove tecnologie. E' ancora troppo presto per parlare di vincitori ma e' chiaro che vincera' chi ha scommesso come Google sul web 2.0.

And now the prediction...

SCHMIDT: E' in corso un fenomeno nuovo. Giovani sempre online che comunicano in modi nuovi e costruiscono nuovi ambienti sociali. Nuovi ambienti, nuovi amici, nuovi modi in cui interagiscono. Tutti noi saremo toccati da cio' in modalita' che non riesco a immaginare. Politicamente, socialmente. Nuovi business. E' incredibile osservare questa nuova generazione spendere tempo online e cambiare il mondo.

Friday, October 13, 2006

Le news "ideali" per gli studenti americani

Durante la recente conferenza annuale della Online News Association tenutasi a Washington, a un panel di studenti di college americani è stato chiesto di descrivere quali fossero le caratteristiche "ideali" delle loro news. Ne è emerso un quadro interessante, in cui le news sono prima di tutto online, in secondo luogo testuali e infine gratuite.

Ecco alcune tra le testimonianze più interessanti:

PREFERENZA PER LE NEWS TESTUALI

"I prefer text. Because if you don't get it the first time, you can read it again. And again."

SCETTICISMO SULL'AFFIDABILITA' DEI BLOG

"The only thing I really use blogs for is my entertainment news, because who really cases if it's true or not."

"You've got to link to an article in mainstream media to have credibility, and then you can say whatever you want about it."

POCA PROPENSIONE AI SERVIZI A PAGAMENTO

"We're not going to pay for something online. I think it's generally agreed that if you pay for something online, you're a sucker."

IMPORTANZA DEGLI APPROFONDIMENTI

"I don't want dumbed down information... You're going to want short and concise, but sometimes I'm going to want more deeper information."

MediaRun su RadioClassica

E' in linea il mio intervento (.mp3 - 7 MB) in diretta su Radio Classica del gruppo Class MilanoFinanza nella trasmissione "Il Punto su Piazza Affari" con Carla Signorile.
In questo numero si parla dello stato di salute dell'economia americana, dell'apertura della stagione delle trimestrali e di Google/YouTube.

Buon ascolto!

Pirateria e modelli di business.

Dopo anni in cui i gruppi media hanno combattuto i nuovi modelli di business arroccati a difendere le loro posizioni dominanti sembrerebbe che l'approccio nell'era del Web 2.0 sia cambiato. I gruppi media tradizionali sembrano piu' disposti ad accettare i nuovi paradigmi legati alla distribuzione gratuita con condivisione dei ricavi pubblicitari. Sara' la paura di essere tagliati fuori da questa seconda ondata, quella identificata con il termine "Social Networking", sara' l'aver imparato dalle precedenti esperienze (come quella delle case discografiche e i siti peer-to-peer). Gli annunci usciti in settimana che alcune tra le piu' importanti etichette distribuiranno i propri contenti su YouTube, il neo-acquisto di Google, invece di adire a vie legali per proteggere quei contenuti che sono gia' (illegalmente) disponibili su YouTube sono un segnale del cambiamento di rotta.

E' questo il senso delle dichiarazioni di Anne Sweeney, presidente del gruppo televisivo Disney-ABC: "Comprendiamo la pirateria come business model: esiste per servire una domanda del mercato specialmente per quei consumatori che vogliono la televisione on demand e compete per conquistarsi consumatori cosi' come lo facciamo noi. Percio' abbiamo creato una strategia per battere questo concorrente e dare ai nostri utenti accesso ai contenuti che desiderano in maniera legale". Una dichiarazione importante soprattutto perche' esce da un gruppo come la Disney che ha fatto da sempre della protezione e della lotta legale alla pirateria un cavallo di battaglia. Un approccio piu' condivisibile di quello che prevedeva di citare in giudizio i propri potenziali clienti intenti ad operare sui siti peer-to-peer perche' solo li' potavano trovare i contenuti che desideravano.

In termini pratici cio' ha significato per ABC il lancio di servizi streaming per show come Lost e Desperate Housewives, pochi minuti dopo la loro messa in onda in tv. Il successo dell'offerta e' la testimonianza che la pirateria suggerisce modelli di business nuovi, combatterla rischia di essere controproducente e costoso, batterla con le sue stesse armi sembra essere la risposta vincente.

Wednesday, October 11, 2006

Gen Y: tutti li cercano...

Prima erano i "Baby boomers" ora e' la "Generation Y" il target piu' ambito dalla comunicazione marketing e pubblicitaria di oggi. Si tratta dei nati dal 1982 al 2000, quindi giovanissimi e teen agers e ventenni. Per un collocamento storico ecco come si pongono nella classifica generazionale:

Baby Busters 1958–1968
Generation X 1961–1981
MTV Generation 1975–1985
Boomerang Generation 1981–1986
Generation Y 1977–2003
Internet Generation 1986–1999

Secondo un recente studio della National Retail Federation sono proprio i giovani nella fascia da 13-21 anni a influenzare l'81% degli acquisti di abbigliamento in famiglia e il 52% degli acquisti di auto.

Sono 82 milioni di persone (molto piu' numerosi dei baby boomers) e hanno denaro da spendere e forti opinioni su come farlo, gia' in giovanissima eta'. Leggono poco i giornali, comunicano via chat e blog, guardano poco la tv, passano ore su internet. Comunicare con loro e' diventata la sfida dei professionisti della comunicazione. Per le societa' media tradizionali catturara la loro attenzione con prodotti tradizionali e' una missione impossibile. Alcuni hanno gettato la spugna e hanno "comprato" i loro ritrovi virtuali.

Tuesday, October 10, 2006

UK - The Guardian diventa video

The Guardian ha annunciato il prossimo lancio di un servizio online di video che trasmetta i contenuti originali realizzati dalla sua casa di produzione interna.

The Guardian è l'ultimo di una serie di quotidiani che vogliono offrire contenuti video ai propri clienti.

Altro progetto innovativo del Guardian è il lancio di Guardian Abroad, un website dedicato ai cittadini inglesi residenti all'estero (i cosiddetti "expatriates").

Le aziende e il blog: HP

Numerose sono le aziende che hanno adottato il blog come strumento di comunicazione sia al proprio interno che verso il mondo esterno. Per molte societa’ i blog fungono sia da laboratorio per testare in prima persona le opinioni del pubblico sia come canale informale per raccogliere le impressioni su su prodotti nuovi o gia’ esistenti, una sorta di “focus group” di nuova generazione.

Tra le aziende che fanno un uso estensivo del blog merita di essere citata la Hewlett Packard di Palo Alto, multinazionale del settore hitech, che utilizza questo strumento per comunicare in tempo reale con i propri clienti (attuali o potenziali), business partners e piu’ in generale con il pubblico della rete. All’indirizzo http://h71028.www7.hp.com/enterprise/cache/104417-0-0-225-121.aspx
e’ disponibile l’intero elenco dei numerosi blog gestiti in prima persona da otto top executive della societa’.
Si va’ da Dan Socci, Vice President, Technology Services Marketing a Rich Marcello, Senior Vice President & General Manager per la divisione Business Critical Servers. Con cadenza periodica i rappresentanti della societa’ aggiornano il loro blog rispondendo alle domande e ai suggerimenti degli utenti della rete e condividendo le iniziative e le visioni sul futuro del mondo della tecnologia. Le linee guida della societa’ che regolano l’interazione dei dipendenti HP con il pubblico dei blog sono molto precise e sono riassunte in sei regole base che ci sono illlustrate da Alison Watterson, editor responsabile del sito HP.com: parlare sempre per se’ stessi e non in nome di HP, rispondere sempre puntualmente e in modo costruttivo, accettare le differenze di opinione, proteggere la confidenzialita’ delle informazioni HP e non ultimo cercare di scrivere in modo semplice, evitando gerghi specializzati e soprattutto in maniera grammaticalmente corretta. Per poter gestire un blog alla HP uno dei requisiti e’ quello di aver seguito un apposito corso online sul sito learn@hp dove la societa’ gestisce corsi di formazione per i propri dipendenti. L’uso del blog alla HP non e’ limitato a temi legati all’attivita’ tipica della societa’. Infatti sono ben dieci i blog che si occupano di informare su varie attivita’ che coinvolgono HP o i suoi dipendenti. C’e’ il blog “HP Tour de Kids team 2006”, diario quotidiano di una gara ciclistica che si svolge in Australia di cui la societa’ e’ uno degli sponsor e il cui obiettivo e’ quello di raccogliere fondi per la Starlight Children Foundation, associazione che si occupa di assistere finanziariamente le famiglie di bambini colpiti da gravi malattie. Per gli appassionati di cinema c’e’ il blog “Backstage at Sundance” in cui un gruppo di dipendenti HP segue da dietro le quinte le vicende di quello che viene ritenuto il piu’ importante festival del cinema indipendente americano.

Monday, October 09, 2006

E' fatta: Google compra YouTube!

Ebbene si', sono sempre loro i primi della classe. Con l'acquisizione di YouTube per $1.65 miliardi Google si conferma la prima societa' internet del mondo, se ancora ce n'era bisogno. Si tratta della piu' grossa acquisizione della societa' californiana, che si catapulta nel mondo del social networking e dell'online video da leader, posizione che gia' ha nel mondo del search. Un'ulteriore conferma che ci troviamo di fronte a un fenomeno la cui portata va ben oltre lo stereotipo del Web 2.0. Il deal pagato in equity da Google si chiudera' entro la fine dell'anno. Sorride Murdoch e News Corp.: la sua MySpace pagata $570 milioni in un anno ha triplicato il valore.

Il Social Network cresce..

Capita a tutti di invecchiare, anche ai Social Networking piu popolari del mondo. E' il caso di MySpace che dalla sua nascita e' stato il punto d'incontro di teen-agers e giovanissimi. Ora tuttavia una quota crescente di utenza e' costituita dagli over-35 almeno secondo un'indagine di comScore che afferma che la maggior parte dei visitatori di MySpace e' costituito da un pubblico piu' maturo. La quota di pubblico tra i 12 e i 24 anni e' infatti scesa al 30% dal 44.3% dello scorso anno, sempre secondo comScore.

Cio' non significa che i teen-agers stiano abbandonando il sito, solo che l'eta' media del pubblico si sta innalzando. Fatto peraltro utile per MySpace per allargare lo spettro degli inserzionisti. La stessa News Corp, proprietaria del sito, sembrerebbe incoraggiare questo andamento, per esempio con la distribuzione dei "Simpsons" alla sua 18ma stagione sul network tv Fox e il cui pubblico di riferimento e' sopra i 35 anni.

Questo fenomeno e' peraltro abbastanza naturale, molti mutamenti generazionali sono partiti dai piu' giovani per poi estendersi alle fascie piu' adulte della popolazione (basti pensare a Internet). Semmai e' un segnale che il social networking non e' solo una moda passeggera ma un fenomeno di piu' ampio respiro. La domanda semmai e' se con l'aumento dell'eta' i giovanissimi continueranno a restare su MySpace. Per ora sembrerebbe di si. Ma non sono ancora all'orizzonte servizi piu' innovativi che potrebbero allontanare i giovanissimi da MySpace. Almeno per ora.

Saturday, October 07, 2006

Social networking per sport fans

I social network come MySpace permettono a milioni di individui che condividono interessi comuni di incontrarsi tra loro. Due nuove webcompany, tiredandtested.com (UK) e sportsmates.com (USA) hanno recentemente lanciato siti di social network specificamente studiati per tifosi e sportivi praticanti.

Entrambi i siti sono dedicati agli appassionati di sport, siano essi giocatori, tifosi, squadre, campionati, per ogni genere di sport e di ogni età. Tutti e due consentono ai membri di creare i loro profili, elenchi di amici, creare liste di email e trovare altri membri che condividano comuni interessi sportivi e/o vivano nella stessa area.

Tiredandtested.com è stato creato da Chris Ward (creatore di Friends Reunited), ed ha come testimonial il vice allenatore della nazionale inglese Terry Venables. I membri possono creare e gestire il loro club o il loro campionato, aggiungere i propri giocatori preferiti, incontrare altri membri con interessi simili, ricevere aggiornamenti sugli ultimi risultati sportivi, condividere foto, blog e video.

Sportsmates.com offre i suoi membri la possibilità di creare il loro club sportivo, sia esso reale o virtuale, dove poter invitare amici e giocare campionati, anch'essi reali o virtuali.

Elemento unico di sportmates è l'introduzione di una classifica che consente ai membri di ottenere (ma anche di perdere) punti sulla base della partecipazione al network (es. aggiunta di link utili, contributi sul message board, ecc.). I punti hanno l'obiettivo di mostrare immediatamente a tutti i membri i rispettivi livelli di credibilità.

Esiste anche un sistema in stile multi-level che consente di ottenere punti ad ogni presentazione di un nuovo membro e quando questo a sua volta presenta altri amici. Il meccanismo vale sia in positivo che in negativo, poichè la perdita di punti di uno dei "presentati" si riflette in una perdita di punti per tutto il network dei "presentanti".

I ricavi per questi siti provengono inizialmente dalla pubblicità, ma il business model vuole rapidamente evolvere verso una combinazione di sponsorizzazioni, e-commerce, eventi online e offline, nonchè servizi a pagamento.

Il fenomeno è solo uno della serie di community sempre più specializzate, sportive e non, che va ad aggregare individui affini, con l'obiettivo di attrarre investitori pubblicitari in cerca di pubblici altamente ricettivi.

Friday, October 06, 2006

M&A in crescita e Google corteggia YouTube

L'attivita' di M&A nel settore dei media online e' aumentata drammaticamente negli ultimi tre trimestri dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2005. Il settore ha visto la chiusura di 131 accordi (rispetto ai 72 del corrispondente periodo del 2005) tuttavia il valore si e' assestato a $5.17 miliardi contro gli $8.14 dello scorso anno. Nel 2005 abbiamo assistito ad alcune grosse acquisizioni come MySpace (News Corp. $580 milioni), AskJeeves (IAC/Interactive $1.85 miliardi) e Shopzilla (Scripps $525 milioni).

Quest'anno le acquisizioni maggiori sono state quelle di Doubleclick che si e' comprata il servizio di video online Klipmart e MTV che ha acquisito Atom Entertainment per $200 milioni. Seguono TheKnot.com con l'acquisizione di Weddingchannel.com per $79 milioni e il mitico Reader's Digest che ha preso Allrecipes.com per $66 milioni.

Le conclusioni da trarre sarebbero: (a) ci troviamo di fronte a un trend di attivita' in forte crescita in termini numerici ma (b) di importo unitario piu' basso. Forse una maggiore attenzione al prezzo o forse una strategia di allargamento del proprio portafoglio con l'acquisizione di start-up e piccole realta', in attesa di avere le idee piu' chiare su dove stia andando il settore della comunicazione.

Naturalmente ci potrebbe sempre scappare il botto visto che si fanno sempre piu' insistenti i rumors (oggi riportati anche dal WSJ) che Google starebbe per acquisire YouTube per $1.6 miliardi di dollari.

MediaRun su Radio Classica di Class/MilanoFinanza

E' in linea il mio intervento(.mp3 - 3.4 MB) sulla settimana a Wall Street in diretta su Radio Classica del gruppo Class MilanoFinanza.

Buon ascolto!

Wednesday, October 04, 2006

online + carta funziona...

Una nuova indagine di Scarborough Research of "Integrated Newspaper Audience," che combina l'audience delle edizioni cartacee dei quotidiani con quella dei loro siti web, ha rilevato che i quotidiani stanno estendendo con successo la loro penetrazione oltre il prodotto cartaceo, con un incremento netto del proprio lettorato.

L'audience esclusiva online che legge il quotidiano sulla rete ma non sulla carta conta tra il 2% e il 15% della circolazione aggregata (online+carta) che per i quotidiani di maggior popolarita' significa centinaia di migliaia di lettori.

E' importante notare che le edizioni online sembrano essere in grado di aggregare con maggior successo il lettorato del segmento 18-34 anni, il piu' ambito dagli investitori pubblicitari. Nel caso del Washington Post (che vale come esempio) si tratta di un pubblico piu' "upscale" di quello cartaceo. Il 60% dei lettori dell'edizione cartacea del giornale ha infatti reddito familiare annuo uguale o maggiore di $75,000 contro il 73% dei lettori online.

In generale si puo' dire che i quotidiani con "appeal" nazionale (The New York Times, The Wall Street Journal, USA Today) siano quelli che meglio funzionano online cosi' come quelli che hanno un'area di specializzazione settoriale legata al settore piu' importante nella loro area geografica di diffusione: The Washington Post (politica), The Detroit News e The Detroit Free Press (automotive), Los Angeles Times (intrattenimento).

Il 25% dell'audience aggregata del Washington Post (778,502 lettori) e' utente sia online che cartaceo mentre il 5% legge esclusivamente l'edizione online (140,521 lettori).

L'opportunita' e' rappresentata dall'avere multiple piattaforme di distribuzione per raggiungere il lettore nei diversi mercati, riaggregando nicchie diverse, unico modo per ritornare a diffusioni di massa.

Tuesday, October 03, 2006

Il gap generazionale

I quotidiani e i periodici, anche quelli con elevati livelli di traffico, hanno di fronte a se' una sfida importante: trasformate l'audience in ricavi. Migrare da un modello a pagamento a uno basato sulla pubblicita' con contenuti gratuiti non e' un passaggio indolore.

Per Gerard Broussard, senior partner di GroupM Interaction cio' e' dovuto al fatto che i media tradizionali ricercano modelli "a pagamento" che diventano difficili da sostenere dal momento che il pubblico piu' giovane, quello piu' ambito dai pubblicitari, tanto per intenderci gli under 25 preferiscono l'offerta di contenuti gratuiti. Purtroppo per gli editori e' questo il pubblico di domani.

Secondo uno studio della Universal McCann, intitolato "The New 'Digital Divide', conferma che i consumatori si appoggiano sempre piu' a piattaforme non tradizionali per intrattenimento, news, interazione sociale e altre attivita' quotidiane.

Secondo il rapporto c'e' stato un tempo in cui la musica costituiva la grande barriera generazionale. Oggi e' la tecnologia ad aprire il gap tra le generazioni. Ecco alcuni highlight dello studio:

** Circa il 40% del segmento dei 16-34nni appartiene a un sito di social networking; il doppio del segmento dei 35-49nni.
** Circa il 40% del segmento dei 16-34nni ha incontrato persone conosciute prima su internet.
** Yahoo, AOL e MSN Messenger sono i servizi piu' conosciuti dal segmento dei 16-34nni. A seguire il sito di social networking Myspace.com con il 43% dei 16-34nni che ne sono utenti. Secondo David Cohen EVP, U.S. Director of Digital Communications "non v'e' dubbio che ci stiamo muovendo rapidamente da un modello di ricettivita' passiva a uno di attivo coinvolgimento. Non possiamo piu' semplicemente trasmettere messaggi a un pubblico di massa per avere successo, dobbiamo attivare il coinvolgimento, questa e' la vera sfida del 21mo secolo..."

Altri dati che danno le dimensioni del fenomeno:

** il 71% del segmento dei 16-34nni ha partecipato a blogs.
** i 16-34nni hanno il triplo di probabilita' di avere un proprio blog rispetto ai 35-49nni.
** mentre i blog personali o mirati ad amici/parenti sono i piu' diffusi tra i giovani, piu' del 40% mantiene blog fotografici o che trattano temi di cultura popolare (music/film).
** un terzo dei 16-34nni ha partecipato al fenomeno del file sharing peer-to-peer conto il 12% dei 35-49nni.
** ad oggi solo il 10% dei 16-34nni "heavy Internet users" ha usato l'IPTV e solo il 14% il voice over Internet.
** alla domanda "quale fonte di informazione manca loro di piu'?", la televisione esce prima con il 27% tra i 16-34nni e con il 29% tra i 35-49nni
** ancora basso il livello di uso e di intenzione di uso dei feed RSS, con circa il 50% del campione che non ne e' a conoscenza.

Sunday, October 01, 2006

MySpace varra' $15 miliardi in 3 anni?

MySpace potrebbe valere $15 miliardi in tre anni secondo RBC Capital. Un bel balzo (se sara' confermato) visto che un anno fa la News Corp. l'ha pagata "solo" $580 milioni. Oggi MyPSpace conta 990 milioni di utenti attivi.
Il metro utilizzato da RBC per la valutazione si basa sulle metriche di crescita di utenti e utilizzo del sito, specialmente se si confermera' un potente canale distributivo per media.
In termini di spazi pubblicitari MySpace e' ad oggi "sold out", con un CPM (prezzo per mille impressions) per uno show popolare come "I Simpsons" (di proprieta' di Fox - News Corp.) che si aggira tra i $35-40.
L'Inghilterra cresce in termini di profili aggiunti di 25,000 nuovi membri al giorno, l'Australia ha 2 milioni di utenti e la Francia ha aperto le operations poche settimane fa.
MySpace sta sviluppando una web application per cellulari che sara' lanciata entro la fine dell'anno negli USA.