Continua il calo della diffusione dei quotidiani americani
La diffusione giornaliera dei quotidiani americana e' scesa negli ultimi sei mesi del 2.8% mentre la diffusione domenicale e' scesa del 3.4% (dati della Newspaper Association of America).
I due tabloid di New York sono gli unici ad avere incrementato: il New York Post di Rupert Murdoch (News Corp.), e' cresciuto del 5.1% seguito dal rivale New York Daily News che ha guadagnato l'1%.
USA Today (Gannett Co.) e' il primo quotidiano della nazione con 2,269,509 copie vendute (-1.3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), segue il Wall Street Journal(Dow Jones & Co.) con 2,043,235 (-1.9%) e il The New York Times (New York Times Co.) con 1,086,798 (-3.5%).
Il Los Angeles Times (Tribune Co.) e' la testata piu' colpita con un -8% attribuita a un taglio delle cosidette copie distribuite da terze parti (scuole, hotel, ospedali, ecc.) che sono considerato di minor valore dagli inserzionisti.
Insomma tutto in linea con la previsione di Philippe Meyer: se l’attuale trend di diminuzione del lettorato continuasse alla stessa velocita', afferma il professore della North Carolina University, l’ultimo lettore di quotidiano smettera' di leggere nel 2044.
TOP 20 U.S. NEWSPAPERS, BY CIRCULATION
Newspaper Circulation Change from March-Sept. 2006
1. USA Today 2,269,509 -1.3%
2. The WSJ 2,043,235 -1.9%
3. The NYT 1,086,798 -3.5%
4. Los Ang. Times 775,766 -8%
5. New York Post 704,011 +5.1%
6. New York Daily 693,382 +1%
7. The Wash. Post 656,297 -3.3%
8. Chicago Tribune 576,132 -1.7%
9. Houston Chronicle 508,097 -3.7%
10. Newsday, L.I 410,579 -5%
11. The Arizona Rep. 397,294 -2.6%
12. The Boston Globe 386,415 -6.7%
13. The Star-Ledger 378,100 -5.5%
14. San Francisco Chr. 373,805 -5.4%
15. Star Tribune Minn. 358,887 -4.2%
16. The Atlanta Jour. 350,157 -3.5%
17. The Plain Dealer 336,939 -0.6%
18. The Philadel. Inq. 330,622 -7.6%
19. Detroit Free Press 328,628 -3.6%
20. The Oregonian 310,803 -6.8%

Un esempio degli effetti dell'acquisizione di YouTube da parte di Google? Migliaia di clip tratte dal canale televisivo Comedy Central sono stati rimossi dal sito su specifica richiesta del colosso Viacom che di Comedy Central e' proprietario. Si tratta di alcuni tra i contenuti piu' gettonati di YouTube, show come "The Daily Show," "The Colbert Report" e soprattutto il cartone "South Park" (gli episodi erano disponibili per intero).
E' in linea il 
Lanciarsi nel mondo del Social Networking senza usare le opportune cautele puo' essere controproducente. Ne sa' qualcosa il mensile Glamour che ha invitato i visitatori del proprio sito a caricare foto nella sezione "
Secondo una recente indagine della Nielsen-NetRatings nel corso degli ultimi tre anni i siti piu' trafficati dai teen-agers (12-17) non sono piu' quelli che offrono buddy icons per instant messaging ma quelli che forniscono assistenza sui social networking dalla creazione di un profilo al layout della pagina.
Ogni tanto capita di pensare a come si evolvera' la rete, quale sara' il prossimo Google, o se MySpace sara' ancora qui tra un paio d'anni. Con tutto il parlare di Social Networking e Web 2.0 forse il prossimo motore di ricerca sara' piu' umano di quanto possiamo immaginare. E' quanto hanno pensato i creatori di
Il futuro dei media e' fatto anche di memoria e i blog sono l'espressione piu' autentica che finora la rete e' riuscita ad inventarsi. Per questo, non per il contenuto in se' che se vogliamo c'entra poco con i temi toccati da questo blog, affido alla rete
Questo film mi sembra di averlo gia' visto. Era il novembre 2000 quando Andreas Schmidt, chief executive del Bertelsmann eCommerce Group, si appellava alle case discografiche e alla loro potente associazione (la RIAA) perche' si alleassero con Napster e rinunciassero alle cause miliardarie in corso. Bertesmann aveva appena finito di finanziare le operazioni di Napster e Schmidt (nessuna parentela con l'omonimo Ceo di Google) si appellava alla ragione in un momento di grande caos, basti pensare che la stessa Bertelsmann Music era una delle etichette in giudizio contro Napster, per dirla in chiaro era in causa contro se' stessa. La storia poi e' nota: Bertelsmann spense Napster per ripulirla dei contenuti illegali, con l'obiettivo di ingegnerizzare un modello legale e privo di rischi (stop agli scambi illeciti). Nel frattempo le etichette lanciarono i loro servizi di musica online (non se ne salvo' uno...) e alla fine Bertelsman, sconfitta, si compro' le attivita' di Napster pe $8 milioni di dollari.
Ecco una sintesi dell'intervista concessa da Eric Schmidt, CEO di Google al Financial Times.
Dopo anni in cui i gruppi media hanno combattuto i nuovi modelli di business arroccati a difendere le loro posizioni dominanti sembrerebbe che l'approccio nell'era del Web 2.0 sia cambiato. I gruppi media tradizionali sembrano piu' disposti ad accettare i nuovi paradigmi legati alla distribuzione gratuita con condivisione dei ricavi pubblicitari. Sara' la paura di essere tagliati fuori da questa seconda ondata, quella identificata con il termine "Social Networking", sara' l'aver imparato dalle precedenti esperienze (come quella delle case discografiche e i siti peer-to-peer). Gli annunci usciti in settimana che alcune tra le piu' importanti etichette distribuiranno i propri contenti su YouTube, il neo-acquisto di Google, invece di adire a vie legali per proteggere quei contenuti che sono gia' (illegalmente) disponibili su YouTube sono un segnale del cambiamento di rotta.
Prima erano i "Baby boomers" ora e' la "Generation Y" il target piu' ambito dalla comunicazione marketing e pubblicitaria di oggi. Si tratta dei nati dal 1982 al 2000, quindi giovanissimi e teen agers e ventenni. Per un collocamento storico ecco come si pongono nella classifica generazionale:
Numerose sono le aziende che hanno adottato il blog come strumento di comunicazione sia al proprio interno che verso il mondo esterno. Per molte societa’ i blog fungono sia da laboratorio per testare in prima persona le opinioni del pubblico sia come canale informale per raccogliere le impressioni su su prodotti nuovi o gia’ esistenti, una sorta di “focus group” di nuova generazione.
Ebbene si', sono sempre loro i primi della classe. Con l'acquisizione di YouTube per $1.65 miliardi Google si conferma la prima societa' internet del mondo, se ancora ce n'era bisogno. Si tratta della piu' grossa acquisizione della societa' californiana, che si catapulta nel mondo del social networking e dell'online video da leader, posizione che gia' ha nel mondo del search. Un'ulteriore conferma che ci troviamo di fronte a un fenomeno la cui portata va ben oltre lo stereotipo del Web 2.0. Il deal pagato in equity da Google si chiudera' entro la fine dell'anno. Sorride Murdoch e News Corp.: la sua MySpace pagata $570 milioni in un anno ha triplicato il valore.
Capita a tutti di invecchiare, anche ai Social Networking piu popolari del mondo. E' il caso di MySpace che dalla sua nascita e' stato il punto d'incontro di teen-agers e giovanissimi. Ora tuttavia una quota crescente di utenza e' costituita dagli over-35 almeno secondo un'indagine di comScore che afferma che la maggior parte dei visitatori di MySpace e' costituito da un pubblico piu' maturo. La quota di pubblico tra i 12 e i 24 anni e' infatti scesa al 30% dal 44.3% dello scorso anno, sempre secondo comScore.
L'attivita' di M&A nel settore dei media online e' aumentata drammaticamente negli ultimi tre trimestri dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2005. Il settore ha visto la chiusura di 131 accordi (rispetto ai 72 del corrispondente periodo del 2005) tuttavia il valore si e' assestato a $5.17 miliardi contro gli $8.14 dello scorso anno. Nel 2005 abbiamo assistito ad alcune grosse acquisizioni come MySpace (News Corp. $580 milioni), AskJeeves (IAC/Interactive $1.85 miliardi) e Shopzilla (Scripps $525 milioni).
Una nuova indagine di Scarborough Research of "Integrated Newspaper Audience," che combina l'audience delle edizioni cartacee dei quotidiani con quella dei loro siti web, ha rilevato che i quotidiani stanno estendendo con successo la loro penetrazione oltre il prodotto cartaceo, con un incremento netto del proprio lettorato.
I quotidiani e i periodici, anche quelli con elevati livelli di traffico, hanno di fronte a se' una sfida importante: trasformate l'audience in ricavi. Migrare da un modello a pagamento a uno basato sulla pubblicita' con contenuti gratuiti non e' un passaggio indolore.
MySpace potrebbe valere $15 miliardi in tre anni secondo RBC Capital. Un bel balzo (se sara' confermato) visto che un anno fa la News Corp. l'ha pagata "solo" $580 milioni. Oggi MyPSpace conta 990 milioni di utenti attivi. 
