
Il futuro di internet e dei telefoni cellulari deve essere gratis – ha sostenuto il CEO di Google Eric Schmidt alla
7° Conferenza Annuale di NOVA (l’Associazione che riunisce gli oltre 700 studenti ed alumni italiani dei più prestigiosi Master in Business Administration americani) tenutasi a Stanford in California.
Eric Schmidt, che è cresciuto a Bologna dove il padre insegnava alla Johns Hopkins University, ha sostenuto che mentre nella telefonia è stato necessario l’intervento del governo per garantire la “number portability” – la possibilità di cambiare compagnia telefonica mantenendo lo stesso numero di cellulare - le aziende di internet non dovrebbero tenere in ostaggio i dati personali dei loro utenti.
Per questo motivo Google potrebbe in futuro permettere ai propri utenti di “portare via” tutte le informazioni personali memorizzate nei database del gigante della New Economy – come le email e le parole chiave digitate nel motore di ricerca - e di trasferirli alla concorrenza. La società di Mountain View potrebbe valutare di non attendere un intervento del governo e sta già lavorando verso l’equivalente informatico della portabilità del numero cellulare offerto dalle compagnie telefoniche.
La sicurezza dei dati è naturalmente critica – tenere i propri dati nel proprio pc è come tenere tutti i soldi nel portafoglio invece che metterli in banca, ha continuato il leader del motore di ricerca più noto al mondo. Garantendo sicurezza e riservatezza, gli utenti possono invece trasferire i propri dati nei sistemi di memoria di internet e accedervi da qualunque luogo.
Schmidt ha commentato che nonostante si parli di convergenza tra email, testo, immagini e musica, il futuro non si concretizzerà in un unico cellulare che permetterà di fare tutto, da inviare email a guardare film. Al contrario, vi sarà una proliferazione di apparecchi piccoli e grandi per ogni occasione che saranno capaci di offrire le stesse funzionalità, ma si differenzieranno per stile e uso – come le borse da donna. La chiave sarà l’accesso alla stessa quantità di informazioni, che saranno disponibili attraverso un unico network di comunicazione che renderà semplice l’accesso, mentre le informazioni stesse potranno anche risiedere in server in paesi diversi.
E il futuro di internet? Internet si fonda sul desiderio della gente di comunicare. Con internet saremo impegnati in una conversazione continua ed estesa. Infrante le barriere tra chi produce contenuti e chi li consuma – si veda ad esempio i video “fatti in casa” di YouTube, il sito recentemente acquisito per 1.65 miliardi di dollari – questi contenuti avranno un’influenza sempre più profonda sulla nostra società. Non passa giorno – ha aggiunto - senza che sui giornali non si parli dei cambiamenti culturali e sociali provocati dalla Rete.
Stare al passo con l’evoluzione di internet necessita continua innovazione da parte di Google – ha concluso Eric Schmidt – il cui segreto sta nell’allocazione del tempo delle persone: i programmatori si dedicano per il 70% al business principale, per il 20% a progetti sperimentali e per il restante 10% a ricerche che possono non avere niente a che fare con il business – persino studiare la fusione nucleare fredda. La maggior parte dei nuovi prodotti è nata attraverso il questo particolare 20%.
Da Google all’Italia, la conferenza annuale di NOVA – l’associazione che riunisce gli oltre 700 studenti e alumni italiani che hanno frequentato un Master in Business Administration nelle migliori business school statunitensi – ha proseguito con un checkup delle capacità innovative del Paese, mettendo a confronto chi è tornato in madrepatria e chi è rimasto negli USA.
NOVA non si è limitata a far parlare di innovazione ma l’ha anche messa in pratica. Proprio per favorire l’innovazione e il trasferimento delle competenze, NOVA ha lanciato una borsa di studio, grazie anche al supporto di The Boston Consulting Group, rivolta ai più meritevoli studenti italiani che intendono frequentare un Master of Business Administration negli Stati Uniti. "Se vuole superare le sfide competitive globali, l'Italia deve puntare su una classe dirigente preparata, con esperienza internazionale, flessibile, innovativa e selezionata sulla base del merito. La borsa di studio Nova per la frequenza di un MBA americano e' un piccolo passo concreto in questa direzione" ha spiegato Tommaso Stefani, Presidente NOVA.
Laddove Roberto Crapelli, amministratore delegato di Roland Berger Italia, sostiene che i governi dell’Europa occidentale – come Italia e Francia – dovranno intraprendere significativi programmi di riforma e liberalizzazione dei mercati per incoraggiare l’innovazione, Enzo Torresi - creatore di cinque start-up negli Stati Uniti tra cui Businessland e NetFRAME Systems e che ora è un attivo investitore della Silicon Valley – sostiene che in Italia, quando un’idea imprenditoriale fallisce ci possono voler più di tre anni per trovare di nuovo un lavoro. Roberto Crea, fondatore di sei aziende biotecnologiche, ha chiarito come l’unica start-up che abbia avuto difficoltà a gestire – per il quadro economico e contrattuale - è stata quella che ha creato in Italia.
Ma ci sono delle eccezioni: per esempio Mauro Del Rio (Buongiorno), e Francesco Sinigaglia (Bioxell) dimostrano come le parole Italia e tecnologia possano andare a braccetto sia nei media che nelle biotecnologie. Il settore tecnologico d’altra parte necessità di economie di scala, approcci alternativi al management, e una cultura dell’investimento sulle persone e sulle idee, sostengono Giacomo Marini (Noventi), Guerrino De Luca (Logitech) e Diego Piacentini (Amazon.com), manager italiani di successo “trapiantati” negli Stati Uniti.
Secondo Federico Lalatta Costerbosa (Boston Consulting Group) l’innovazione non esiste solo nei settori tecnologici ma è fondamentale anche nelle industrie “tradizionali” come la moda e il retail, che sono più radicate nella realtà italiana. L’innovazione è un processo che deve essere interiorizzato dall’azienda, hanno continuato Marco Milani (Indesit) e Toni Volpe (ENEL) parlando di design e orientamento al cliente nel settore degli elettrodomestici e di regole di investimento e controllo della Ricerca e Sviluppo nel settore energia. E l’innovazione nel pubblico? Secondo Alessandro Castellano, Direttore Generale di SACE, la vera sfida è rendere dinamica un’azienda che da istituzione statale ha intrapreso un forte processo di cambiamento e accelerazione.
(nella foto Gianluca Grechi e Enrico Pagliarini di 2024 di Radio24)