Il 2007 per i lettori del NYTimes
Il New York Times ha lanciato un interessante invito ai suoi lettori ai quali ha chiesto se il 2007 sarebbe stato l'anno dei media (Media Predictions for 2007).Le risposte del pubblico non si sono fatte attendere e sono passate dalla semplice previsione sul futuro del settore a chi si e' invece lanciato in un'interpretazione piu' alla lettera del termine "media" (ovvero del mezzo in se') come nel caso di chi ha addirittura predetto la sparizione degli orologi sostituiti nella loro funzione dai cellulari.
Un manager del settore (nel piu' stretto anonimato) ha parlato di anno di "egualitarismo" ovvero l'anno in cui le societa' media troveranno la soluzione per far fruttare economicamente la distribuzione via internet senza cannibalizzare il business esistente.
Tony Trippe, professore associato del Rochester Institute of Technology, predice un anno di consolidamento con le societa' media che tenteranno di salvaguardare quello che potranno e cio' scatenera' "buyouts, mergers and consolidations.”
Simile visione per un altro "media executive", Fred Bothwell di Georgetown, Texas, che predice una significativa diminuzione dei ricavi dei media mainstream come fonti di informazione mentre l'utenza si spostera' sempre piu' verso siti verticali come Craigslist il cui obiettivo non e' il profitto ma "fare del mondo un posto migliore."
Generale minor entusiamo per Google nella sua corsa verso la monopolizzazione di altri media, video in testa, che per un paio di lettori potrebbe essere attribuita a una rinascita di Yahoo.
Giorni interessanti attendono gli "studios". In un report di Richard Greenfield, analista a Pali Capital, si fa notare come nel 2007 per la prima volta dalla loro introduzione (circa 10 anni fa) i DVD vedranno un declino della spesa del consumatore. La conseguenza sara' una forte pressione alla ricerca di nuove fonti di ricavo che alcuni suggeriscono potrebbero arrivare dal contemporaneo rilascio di nuovi titoli sia al cinema che in pay-per-view.
Tra i commenti piu' diretti, spicca quello di Rein Taul di Toronto che dice: “Sono stufo di sentire parlare di cose che esulano dal tema come la pirateria, i ricavi pubblicitari perduti, gli impatti delle nuove tecnologie, ecc. L'industria automobilistica americana sta pagando il prezzo della mancanza di rispetto verso i propri clienti manifestata nella poverta' dei suoi prodotti. Quanto indietro potra' mai essere l'industria dell'intrattenimento?”
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E' in linea il
Questo numero e' interamente dedicato a un'intervista con Barry Diller, chairman di Expedia and chairman e Chief Executive Officer di IAC/InterActiveCorp, un conglomerato di societa' internet e televisive che include Home Shopping Network, Ticketmaster, Match.com, Citysearch e il recente acquisto Ask.com (ex AskJeeves.com). Con il suo passato nel mondo televisivo (ABC e Fox) Diller offre un interessante prospettiva sul futuro del content sulla rete.
Secondo una ricerca del Census Bureau rilasciata lo scorso venerdi, gli americani consumano informazione a livelli crescenti divisi tra TV, radio, Internet e quotidiani. Il prossimo anno consumeranno 9 ore e mezza al giorno alla ricerca di informazione e intrattenimento (anche se e' da tenere presente che in questo dati le attivita' di multitasking - TV + Internet contemporaneamente - contano doppio.)
Spinta dalla popolarita' del sito MySace, la NEWS CORP. di Rupert Murdoch ha sorpassato YAHOO INC. come sito piu' visitato dagli utenti internet americani, secondo i dati di comScore Media Metrix data. L'unita' Fox Interactive di News Corp. ha visto crescere le pageviews a Novembre da 38.7 a 39.5 miliardi. Nello stesso periodo le pageviews di Yahoo sono scese da 41.6 a 38.1 miliardi. MICROSOFT si posiziona al terzo posto con un calo da 19.3 a 17.9 miliardi. Seppure il dato si riferisca alle pageviews e non ai visitatori unici, va dato merito a Rupert Murdoch di essere riuscito a posizionarsi tra i leader anche su Internet, risultato non da poco per una societa' classificata come "old media". Nel nostro 

Ecco il 


